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| La figura di Matilde di Canossa secondo gli storici | |
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| Molto controversa appare la figura della contessa Matilde a seconda che si legga la cronaca di Donizone o quella dei seguaci dell'Imperatore Enrico IV.
È rimasto famoso nella storia il detto "andare a Canossa" che allude ad una sconfitta e ad una umiliazione in ricordo dell'attesa di Enrico IV fuori dalle mura del castello. |
Secondo la cronaca favorevole a Matilde, essa rappresenta una donna guerriera, l'eccezione alla regola secondo cui toccherebbe soltanto all'uomo il dovere o il privilegio di combattere.
Secondo la cronaca a lei contraria, risulta la nemica implacabile che per tutta la vita si batté al fianco del papa italiano contro l'imperatore tedesco.
È spietata sul campo e astuta nell'intrigo, arrivando addirittura a sposarsi con un gobbo da giovane e, avanti negli anni, con un adolescente, soltanto per questa ragion di Stato.
Il monaco Donizone, ossequioso biografo di corte, la descrive come lo specchio di ogni virtù: educata ai buoni costumi fin dall'infanzia, istruita tanto da parlare e scrivere correntemente il latino, il linguaggio dei Teutoni e la garrula lingua dei Franchi, ardita in guerra, saggia nel governare, generosa e devota alla causa di Dio.
Donizone si riferisce a Matilde di Canossa come Filia Petri e la descrive come ilare in volto, di mente lucida, capelli biondi tendenti al rosso e denti grandi e uguali.
Nelle miniature della Vita Mathildis di Donizone la Contessa appare avvolta in splendide vesti azzurre e viola, ai piedi porta calzature appuntite di cuoio dorato.
Per la parte imperiale, all'opposto, è scostumata e crudele.
È l'amante di Papa Gregorio VII, che trascorre mesi nei castelli di lei, e giace anche con Anselmo, Vescovo di Lucca, suo direttore spirituale: senza contare nobili, cavalieri, e persino giullari.
Sarebbe stata lei a far uccidere il primo marito, Goffredo il Gobbo suo fratellastro in modo infamante ed atroce.
La cronaca avversa sostiene che Corrado, figlio di Enrico IV, sia morto per ordine di Matilde avvelenato da Aviano, medico di corte e negromante.
Dalla madre Beatrice di Lorena e dal padre Bonifacio, salito di prepotenza in prepotenza fino ai più alti gradini della scala feudale, Matilde eredita terre e castelli dalla Toscana alla Lotaringia.
Può controllare preziosi capisaldi strategici nel cuore stesso dell'Europa, ha un peso decisivo nella contesa tra il papato e l'impero e schierandosi per il primo attira la vendetta del secondo.
Lino Lionello Ghirardini, lo storico che qualche anno fa propose alla Chiesa di aprire un processo canonico per proclamare la santità di Matilde, respinge l'accusa di concubinaggio col papa e col vescovo pur domandandosi come una donna bellissima e ardente come lei non cadesse in tentazione essendosi malmaritata a 23 anni con Goffredo III il Gobbo duca di Lorena e a 43 anni con Guelfo duca di Baviera che ne aveva appena 15.
Entrambi i matrimoni sono dettati dalla ragione di stato, l'unione con Guelfo in particolare: i due vivono infatti separati nei rispettivi domini.
Sembra che Matilde non sia mai andata in Baviera e sia stato Guelfo a venire talora in Italia.
L'imperiosa contessa avrebbe imposto tanto al primo quanto al secondo marito la condizione del matrimonio casto.
Desiderio di Matilde è che le donne possano essere ammesse al sacerdozio.
Gregorio VII le avrebbe allora promesso che, se avesse costruito cento chiese, sarebbe diventata sacerdote.
Alla sua morte lascia tutti i suoi beni al papa anche se, fra tante battaglie che l'hanno vista vittoriosa, in quella per le sacerdotesse è stata sconfitta poiché muore a un passo dal traguardo, quando ha costruito novantanove chiese e non le manca che l'ultima.
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